Segnale forte a pochi giorni dal Festival del cinema di Roma: La casa del Cinema occupata, proteste e prosposte.

Mentre la città di Roma si appresta ad accogliere il Festival Internazionale del Film, presso Villa Borghese 13 associazioni dei lavoratori dello spettacolo decidono di lanciare un segnale di protesta e occupano per 24 ore circa la sede della Casa del Cinema.
È un’occasione per riunire attori, registi, autori, produttori, tecnici e fare il punto di due anni di tira e molla tra associazioni di categoria e ministero della Cultura sul tema dei tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo e sulle scelte fatte in tema di tax credit e tax shelter. Chiari sono i punti contestati al Governo e comunicati alla stampa ieri dal Movimento CentoAutori, promotore dell’iniziativa: “1) Il taglio radicale del Fondo Unico per lo Spettacolo, che ha raggiunto il minimo storico; 2) il rinvio sine die di una nuova legge cinema, superata da un non meglio precisato decreto Bondi; 3) il decreto Romani che ha fortemente ridotto gli investimenti nella produzione cinemtaografica italiana; 4) la riduzione del 30% degli investimenti nella fiction italiana, mentre il mercato pubblicitario è in ripresa; 5) la delocalizzazione sistematica e crescente delle nostre produzioni televisive; 6) il mancato rinnovo del tax credit e tax shelter”.  Ai sei punti citati va aggiunta la protesta per la recente memoria di giunta che intende rivedere radicalmente il modello gestionale della Casa del Cinema in Villa Borghese: “in particolare, la figura del Direttore Artistico verrebbe sostituita da un comitato di 7 membri, di cui 5 ‘che apportino un contributo di almeno 50.000 euro annui’”. Non più rappresentazioni gratuite per il pubblico romano, ma una gestione più vicina a un modello aziendale. 

Non solo denunce nel Comunicato dell’Associazione, bensì precise proposte di alternative all’orientamento attuale del Governo in materia di finanziamenti al settore cinematografico. Queste proposte abbracciano sia il settore cinematografico (immediato e certo ripristino della tax credit e della tax shelter; reintegro del Fus senza oneri per lo Stato attraverso un’ asta che assegni le frequenze del digitale terrestre che oggi vengono regalate a Mediaset; attuazione di un prelievo di scopo con il quale chi utilizza il cinema e l’audiovisivo italiani reinvesta una parte dei profitti nella produzione nazionale); sia quello televisivo: affrancamento dal monopolio Rai e Mediaset, riappropriazione dei diritti sulla fiction da parte di autori e produttori, utilizzazione dei canali del digitale terrestre e dei canali satellitari – molti dei quali sfruttano gratuitamente e illegalmente le produzioni italiane -, obbligo di realizzare sul territorio nazionale la fiction finanziata con il soldi del servizio pubblico, incentivazione alla produzione e diffusione del documentario in tutte le sue forme.

Gli addetti ai lavori si interrogano quindi sul futuro della creazione cinematografica in Italia e si rivolgono provocatoriamente al ministro delle Finanze: “-La cultura non si mangia-, sostiene Tremonti. Ma, forse lui non lo sa, nutre lo stesso e fornisce a quei cittadini che si fanno pubblico un alimento immateriale eppure decisivo, fatto di emozioni e sogni, consapevolezza e senso dell’identità nazionale, per guardare la realtà con occhi nuovi e immaginare un paese migliore”.

Le proposte e le alternative ci sono, la lotta continua. Auspico solo che gli addetti ai lavori continuino il dialogo e il confronto tra loro, magari coinvolgendo maggiormente chi più di tutti determina il futuro e la sopravvivenza della settima arte, vale a dire l’opinione pubblica. Una maggiore partecipazione degli spettatori colmerebbe quel divario che si avverte tra chi di cultura e arte ci vive materialmente (e in questo periodo in particolare rischia di non viverci più), e chi di quella stessa cultura e arte ci vive spiritualmente ignorando però l’esistenza delle esigenze e difficoltà degli addetti ai lavori.

Un commento

  1. Marco Michele’s avatar

    ciau!
    grazie a te per esser passata, i miei migliori auguri per questo nuovo punto di incontro online che stai mettendo su ;)

    quanto alle tematiche del tuo ultimo post, penso che la forza e lo sviluppo di un paese si valutino in base ai livelli di sanità, sicurezza e istruzione che vengono offerti ai propri cittadini e in base agli investimenti in ricerca, sviluppo, cultura e nuove possibilità lavorative effettuati a favore di tutti coloro che abitano all’interno del territorio nazionale…

    cercando di tornare positivi,
    ti auguro buon risveglio e a presto ;) ,
    Marco Michele
    CN

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