Martin Scorsese e la rinascita de La dolce vita: senza passato non c’è futuro

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La dolce vita di Federico Fellini si rifà il trucco e torna alla luce più bella che mai. Grazie alla collaborazione tra la Cineteca di Bologna e il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale il film è stato restaurato utilizzando la tecnologia digitale che ha permesso di evidenziare fotogrammi altrimenti invisibili nel negativo originale.

La presentazione al Festival del Cinema di Roma del capolavoro felliniano restaurato coincide con i suoi primi 50 anni di vita, e per l’occasione sono stati proposti alcuni tagli effettuati dal regista per la redazione finale, trovati in una versione più lunga di dieci conservata nella Cineteca Nazionale.

Padrino d’eccezione dell’iniziativa, Martin Scorsese e la sua Film Foundation (associazione no profit a sostegno della conservazione e del restauro dei film), che oltre a La dolce vita ha gia’ salvato 550 classici del cinema dall’oblio.

Il grande regista di origini italoamericane considera La dolce vita una pietra miliare del cinema mondiale: “Esiste un ‘prima de La dolce vita’ e un ‘dopo La dolce vita’, è un film che ha cambiato per sempre le regole della narrazione cinematografica, in Europa, in America e in tutto l’Occidente. Dura quanto un film epico e commerciale ma non lo è; non ha una trama precisa né una storia, ma racchiude in sé una tale intensità morale, una tale intelligenza e maturità mai viste prima“.

Secondo Scorsese è proprio da quest’opera che nasce il fellinesque: “non più trame ma affreschi, murales fatti di sguardi, colori, ombre, occhi, pettinature che vengono spinte dal punto di vista espressivo sempre di più fino ad arrivare al grottesco“.

Contemporaneamente allo svolgersi del Festival romano, la rinata pellicola felliniana è stata distribuita in dodici città italiane per essere proiettata gratuitamente, secondo un’iniziativa della Medusa Film, sponsor del progetto di restauro.

Non sono un fissato per la storia“, conclude Scorsese, “ma senza passato non c’è futuro. Per quanto riguarda il cinema, l’unica cosa che possiamo fare è recuperare quei cineasti e quegli stili cinematografici che ci hanno formato e farli conoscere ai giovani.


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4 commenti

  1. Fà’s avatar

    Ciao e complimenti per il blog…

    E’ vero,purtroppo..l’Italia è sprecona nel suo genere,abbiamo tutto,dall’arte,alla cucina,alla musica..ma non cerchiamo mai di migliorare/ci

    “ma senza passato non c’è futuro. Per quanto riguarda il cinema, l’unica cosa che possiamo fare è recuperare quei cineasti e quegli stili cinematografici che ci hanno formato e farli conoscere ai giovani”

    Questa frase ha detto tutto.

    Un abbraccio

    Fabrizio

  2. Incanticando’s avatar

    E ne abbiamo tante di cose belle di cui vantarci, ma come tutte le cose belle sono altrettanto delicate e fragili come un mosaico di Pompei…a’ nuttata passa, ma cosa resta? Ci sono segnali come le proteste in vari campi (Istruzione, cinema) che danno speranza, speriamo di tenerci stretti i nostri tesori prima che sia troppo tardi…

  3. girotrailibri’s avatar

    ottima osservazione Nenet, l’Italia è un paese di spreconi, siamo cosi abituati ad avere arte cinema moda e molto ancora che pensiamo si posano sprecare le occasioni per migliorare.

  4. Nenet’s avatar

    Ha ragione Scorsese e questo vale per tutta la nostra bella Arte … Il crollo a Pompei è un segno, se continuiamo su questa via cosa rimarrà di tutte le belle cose che ci invidiano in tutto il mondo? Che tristezza! Noi però resistiamo …. ha da passà ‘a nuttata!
    ciao Nenet

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