ciao Blake

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Aveva 88 anni il versatile e brillante regista Blake Edwards, la cui leggerezza,  ironia, la sua capacità di dirigere interpreti talentuosi (si pensi a Peter Sellers o a Audrey Hepburn), hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema e anche del costume. Basti pensare alle esilaranti vicende della Pantera rosa, e ancor prima il romantico ed elegante adattamento per il grande schermo del romanzo di Truman Capote Colazione da Tiffany, continuando poi con il graffiante Hollywood party (ancora con un allucinato Peter Sellers) e l’esilarante commedia en travesti Victor Victoria (con la seconda moglie Julie Andrews).

Insomma, dobbiamo purtroppo salutare anche lui. Ci ha lasciato mercoledi scorso per una complicazione polmonare presso il St. John’s Health Center di Santa Monica, California,dove era ricoverato.

William Blake McEdwards (questo il suo vero nome) è figlio d’arte: suo nonno, J. Gordon Edwards, era un regista del muto e il padre, Jack McEdwards, un regista teatrale e produttore. Dopo i primi anni in cui si era cimentato come comparsa prima e attore cinematografico poi, inizia negli anni ’50 la sua avventura nella commedia americana, e nel 1961 raggiunge le vette dell’Olimpo hollywoodiano grazie al successo di Colazione da Tiffany. Nonostante i suoi film abbiano sempre colto nel segno e conquistato pubblico e critica, Edwards non è mai stato un autore amato dall’estabilishment: un po’ per il suo celebre caratteraccio, un po’ perché ha spesso citato in tribunale, per un motivo o per l’altro legato ai contratti, le case di produzione. “C’è così poca gente con un briciolo di coscienza in questo posto“, si sfogò una volta, per giustificare la sua bellicosità contro gli “studios”. Alla fine della sua carriera, nel 2004, quando già da qualche anno aveva messo da parte la cinepresa (l’ultima sua regia è stata Il figlio della Pantera Rosa con il nostro Roberto Benigni), l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences gli consegna l’Oscar alla carriera. Un po’ pochino e un po’ tardi, possiamo dire, ma si sa non è, non fu e non sarà né il primo caso, né l’ultimo.

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Un commento

  1. girotrailibri’s avatar

    Grande uomo, lo sarebbe anche solo per Colazione da Tiffany.

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