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Il grande pittore manierista nonché eccellente biografo dei maggiori artisti italiani, rivive di nuova luce nelle sale del secondo piano del Museo di Capodimonte di Napoli. Dopo un complesso restauro vengono esposte per la prima volta, dal 17 dicembre sino al 27 marzo 2011, sedici opere del pittore aretino Giorgio Vasari (1511-1574), provenienti dalla Sacrestia del complesso ecclesiastico di via Carbonara nel capoluogo campano. I dipinti su tavola, commissionati nel 1545 dall’ordine degli Agostiniani, furono terminati dal Vasari a Roma nel 1546 con la collaborazione di Cristofano Gherardi, uno dei suoi più fedeli collaboratori, e narrano alcune celebri storie del Vecchio Testamento e della vita di San Giovanni Battista. Il restauro delle tavole costituisce una vera riscoperta e viene presentato in un allestimento che tende da una parte a rievocare la collocazione originaria nella Sacrestia, dall’altra a dialogare con le altre opere del maestro aretino («Presentazione al tempio», «Resurrezione» e «Cena in casa del Fariseo») presenti nelle collezioni del Museo napoletano.

L’intervento sulle opere del restauratore Bruno Tatafiore viene dettagliatamente documentato nell’esposizione con un corredo fotografico di supporto ad alta definizione che fornisce dettagli interessanti anche sulla tecnica pittorica utilizzata dal Vasari. Un ricco apparato di illustrativo rievoca poi i luoghi e i monumenti dove, nel corso del breve soggiorno napoletano fra il 1544 e il 1545, l’artista e i suoi collaboratori lavorarono raccogliendo un notevole successo e ricevendo richieste da personaggi illustri tra cui il viceré don Pedro de Toledo.

In occasione della mostra è stato realizzato da Sds Grafica un video che racconta immagini e luoghi della città vicereale dove Vasari si trovò a operare. Gli apparati didattici sono a cura di Ida Maietta e Anna Pisani, mentre il catalogo è affidato a Ida Maietta (Paparo Editore).

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Cappella Scrovegni1Immaginate un paradiso azzurro e oro, e un ciclo di 700 metri quadrati di pittura ad affresco da visitare comodamente da casa. Bene, grazie a una collaborazione fra il comune di Padova, i Musei Civici, Haltadefinizione, il Sole 24 Ore e 24 Ore Cultura la Cappella degli Scrovegni sarà fruibile in ogni minimo dettaglio con un semplice click. L’iniziativa è gratuita per sei mesi, e si pone a conclusione di un lungo e impegnativo restauro del capolavoro della pittura del Trecento italiano, che ha coinvolto un gruppo di ben 65 persone impegnate contemporaneamente tra il 2002 e il 2003. Durante questo lavoro la cappella è rimasta aperta al pubblico durante il fine settimana con possibilità di visite guidate agli affreschi e al restauro, e ora finalmente sarà possibile vedere per intero e senza ponteggi tutto l’intero ciclo ripulito dall’usura del tempo e dagli interventi spesso maldestri dei restauri precedenti. Per chi invece non ha la possibilità di recarsi direttamente a Padova, collegandosi alle pagine www.haltadefinizione.com

oppure www.ilsole24ore.com/scrovegni è possibile non solo visitare complessivamente il ciclo grazie a 14mila scatti fotografici in alta definizione, ma anche ingrandire le singole immagini e osservare qualsiasi porzione del dipinto, sino a cogliere nitidamente particolari di circa un millimetro quadrato di superficie.

Alla presentazione del progetto, avvenuta il 17 novembre scorso, l’assessore alla cultura del comune di Padova Andrea Colasio ha sottolineato le caratteristiche dell’iniziativa:Noi abbiamo un grande patrimonio culturale, ma se non siamo in grado di comunicarlo questo costituisce un deficit importante. Oggi con le nuove tecnologie siamo nelle condizioni di comunicare nella globalizzazione. L’alta definizione permette di comunicare a un pubblico più vasto”.


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